

Tre epoche, un'unica dimora
Ogni palazzo ha una storia. Questo ne ha tre.
La prima è scritta nel pavimento. Varcando il portone di Corso Matteotti 79, sotto i piedi ci sono i resti delle antiche terme romane di Mevania — emersi durante il restauro, lasciati lì com’erano. Non una teca, non una didascalia: il suolo su cui si cammina ha duemila anni.La seconda è nelle mura. Pietra medievale che regge la struttura da otto secoli: isola dal rumore di Corso Matteotti, tiene fresco d’estate, spiega perché gli affreschi siano ancora al loro posto.
La terza è nell’aria delle stanze. Qui viveva Maria Alinda Bonacci Brunamonti — poetessa, saggista, botanica, e nel 1860 unica donna ammessa al voto nel plebiscito per l’Unità d’Italia. Frequentava Tommaseo, De Sanctis, Zanella. Dalle finestre di questo palazzo descriveva la nebbia sul fiume, i pioppi lungo il mulino, il profumo delle violette a settembre. Quelle finestre sono ancora qui.
Oggi è un hotel a gestione familiare. Non ha smesso di essere una casa.
La seconda è nelle mura. Pietra medievale che regge la struttura da otto secoli: isola dal rumore di Corso Matteotti, tiene fresco d’estate, spiega perché gli affreschi siano ancora al loro posto.
La terza è nell’aria delle stanze. Qui viveva Maria Alinda Bonacci Brunamonti — poetessa, saggista, botanica, e nel 1860 unica donna ammessa al voto nel plebiscito per l’Unità d’Italia. Frequentava Tommaseo, De Sanctis, Zanella. Dalle finestre di questo palazzo descriveva la nebbia sul fiume, i pioppi lungo il mulino, il profumo delle violette a settembre. Quelle finestre sono ancora qui.
Oggi è un hotel a gestione familiare. Non ha smesso di essere una casa.
La sua voce, proveniente da quella stessa finestra:
Scende la sera con tacita mano
sopra i campi e le torri lontane;
e un sogno leggero, soave e umano,
ridesta memorie già arcane.
Oh pace che il giorno non sa donare,
oh quiete che il core ristora,
nel tuo silenzio mi sento tornare
fanciulla che spera e che adora.
(M. A. Bonacci Brunamonti, Alla sera)
Quando la sera discende sui monti
e il cielo si tinge d’un pallido vel,
ritorna il pensiero ai passati tramonti
e un’eco si desta nel cuore fedel.
(M. A. Bonacci Brunamonti, Ricordo)

